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La ricerca della verità

| Claudia Castaldo |

La materialità del corpo, i godimenti più banali l’accumulazione di beni materiali, la vita intesa solo come pura durata biologica dell’individuo, il progresso tecnologico, la bellezza fittizia fatta di plastica, il lavoro estenuante a tutte le ore del giorno per un benessere scadente e temporaneo. Questa la nostra vita terrena. E poi un grande senso di vuoto attraversa le nostre esistenze vane, una voragine di malinconia e di rimpianto per aver abbandonato la verità delle cose. Eppure un frammento di cielo è rimasto nella nostra anima più pura e quando rivolgiamo lo sguardo verso le stelle luminose lo sentiamo pulsare dentro di noi.

Davanti al cielo stellato proviamo una spinta verticale che ci innalza all’infinito e veniamo travolti da un senso di appartenenza a qualcosa di più grande, che si trova al di là della volta celeste, qualcosa che trascende la nostra materialità e che ci riconnette al mistero della vita. 

E’ VERA GLORIA?

Trascorriamo la nostra misurabile esistenza ad inseguire le verità che la scienza e la tecnica ci hanno promesso, scoperte scientifiche che fanno avanzare la civiltà verso il controllo serrato della natura e dei suoi processi e verso la modifica della realtà. Ogni passo avanti in termini di progresso tecnologico però è un passo indietro nella nostra intima umanità. 

A cosa ci serve conoscere la composizione chimica di un oggetto o mandare satelliti su Marte se non sappiamo riconoscere lo spirito dentro di noi, se non sappiamo cioè cogliere la luce divina che brilla dentro di noi ? 

La fede cieca nella scienza ci ha strappato la nostra anima dal petto, ci ha insegnato che tutto è misurabile, calcolabile, riducibile a materia, e ha scambiato la realtà per un modello matematico e fisico; e ancora peggio, ci ha istruito affinché si creda erroneamente che questa sia la verità con la V maiuscola a cui possiamo e dobbiamo aspirare in questa nostra vita terrena. La realtà pura non è un modello fisico ma è l’Essere che si disvela nel mondo ad un occhio attento a cogliere l’immateriale, il divino, lo spirituale che respira dentro e fuori di noi. 

L’UOMO NUOVO (E MOLTO ANTICO)

L’uomo che cerca la verità non ha le sembianze dell’uomo di scienza della nostra epoca, è piuttosto un uomo comune che vuole trovare di nuovo una dimensione di vita autentica, che si riconnette e accetta il Mistero dentro di sè, senza provare a controllarlo, e che contempla la precarietà dell’esistere facendo tesoro di ogni attimo. È un uomo che si riconnette profondamente all’unita del mondo che lo circonda, consapevole di essere solo una delle tante espressioni di un Tutto più alto e più grande di cui ciascuno è parte. 


È un bambino che si meraviglia per la nascita di un fiore, per la forza impetuosa di un temporale, per la magia della spuma delle onde. È la verità del mondo che si svela nella sua presenza.  Il cielo è limpido e la luce riflette l’essenza delle cose, la natura sprigiona la sua verità. Lì il nostro spirito si riconnette allo spirito del mondo. 

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